Il 2025 segna un anno particolarmente positivo per il sistema brevettuale italiano. Secondo il recente report dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), le domande di brevetto per invenzione industriale e modello di utilità hanno registrato una crescita significativa, confermando la vivacità dell’ecosistema nazionale dell’innovazione.

Consulta il Rapporto Attività Brevettuali 2025 (pdf)

Oltre 14.000 nuove domande di brevetto

Nel 2025 sono state depositate in Italia 14.321 nuove domande nazionali di brevetto, comprendenti sia primi depositi sia domande che rivendicano priorità interne o estere.

La quota più rilevante riguarda i brevetti per invenzione industriale, che rappresentano l’84% del totale con 11.996 domande depositate, seguiti dai modelli di utilità con 2.073 domande.

La crescita rispetto al 2024 è particolarmente marcata:

  • +18,2% per i brevetti per invenzione industriale;
  • +13,2% per i modelli di utilità.

Si tratta di un segnale importante della crescente propensione delle imprese italiane a investire in ricerca, sviluppo e protezione dell’innovazione.

Depositi complessivi: oltre 32.000 pratiche

Considerando anche le convalide di brevetti europei, le domande internazionali PCT e le altre tipologie di deposito, il numero totale delle pratiche brevettuali ricevute dall’UIBM nel 2025 raggiunge quota 32.834.

Tra queste:

  • 18.047 richieste di convalida di brevetto europeo;
  • 348 domande internazionali PCT;
  • 65 domande di brevetto europeo depositate tramite UIBM come ufficio ricevente;
  • 53 certificati di protezione complementare per prodotti medicinali e fitosanitari.

Il dato complessivo evidenzia una lieve flessione del 2% rispetto al 2024, dovuta principalmente alla diminuzione delle convalide di brevetto europeo (-13%).

Secondo il report, tale riduzione è strettamente collegata all’introduzione del brevetto europeo con effetto unitario, entrato in vigore nel giugno 2023, che rende automaticamente valido il titolo anche in Italia senza necessità di convalida nazionale.

Brevetto unitario europeo: quasi 79.000 richieste

Il sistema del brevetto europeo con effetto unitario continua infatti a crescere rapidamente. Al 31 dicembre 2025 risultano concessi dall’European Patent Office oltre 78.700 brevetti europei con effetto unitario, automaticamente efficaci anche in Italia.

Di questi:

  • 5.290 sono di origine italiana;
  • la quota italiana rappresenta il 6,7% del totale dei brevetti concessi con effetto unitario.

Il dato dimostra come le imprese italiane stiano progressivamente adottando gli strumenti europei di tutela brevettuale per proteggere l’innovazione su scala internazionale.

Lombardia e Piemonte guidano la geografia dei brevetti

Dal punto di vista territoriale, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di depositi di brevetto per invenzione industriale, con il 29,71% del totale nazionale. Seguono:

  • Piemonte: 20,49%;
  • Veneto: 11,31%;
  • Emilia-Romagna: 10,71%;
  • Lazio: 8,51%.

Anche nei modelli di utilità la Lombardia mantiene il primato con il 20,36%, seguita da Veneto, Emilia-Romagna e Lazio.

Università e ricerca pubblica sempre più protagoniste

Uno degli elementi più interessanti del report riguarda il contributo del mondo accademico e degli enti pubblici di ricerca.

Nel 2025 università ed enti di ricerca hanno depositato 594 domande di brevetto, con una crescita del 20,7% rispetto al 2024.

Secondo il report, questo trend positivo è legato:

  • al rafforzamento degli uffici di trasferimento tecnologico;
  • ai programmi di supporto dell’UIBM;
  • alla riforma del cosiddetto “professor privilege”, che ha attribuito alle università la titolarità delle invenzioni sviluppate dai ricercatori.

Tra gli istituti più attivi figurano:

  1. Politecnico di Milano
  2. Istituto Italiano di Tecnologia
  3. Consiglio Nazionale delle Ricerche
  4. Politecnico di Torino
  5. Università di Bologna

Salute e biomedicale in testa alle tecnologie emergenti

L’analisi delle aree tecnologiche mostra una forte concentrazione delle attività brevettuali accademiche nel settore “Salute & Biomedicale”, che rappresenta oltre il 33% delle tecnologie censite nella piattaforma Knowledge Share.

Seguono:

  • Chimica & Nuovi Materiali (10,24%);
  • Macchinari & Attrezzature (8,45%);
  • Informatica & Telecomunicazioni (6,68%);
  • Ambiente & Sostenibilità (6,21%).

Emergono inoltre settori strategici come Agritech, Foodtech, energia e Industry 4.0, segno di un ecosistema innovativo sempre più orientato alle sfide della sostenibilità e della trasformazione digitale.

Un ecosistema innovativo in evoluzione

I dati del 2025 raccontano un sistema italiano della proprietà industriale in forte trasformazione:

  • crescono le domande di brevetto nazionali;
  • aumenta il ruolo delle università;
  • si consolida il brevetto unitario europeo;
  • emergono nuove aree tecnologiche ad alto impatto.

In questo scenario, la proprietà intellettuale si conferma non solo uno strumento giuridico di tutela, ma anche una leva strategica per competitività, trasferimento tecnologico e crescita economica.