L’innovazione è favorita anche dalla diversità, eppure le donne sono state storicamente sottorappresentate nell’attività brevettuale a livello globale. Il crescente numero di donne che depositano brevetti evidenzia i progressi compiuti, ma anche le sfide ancora aperte per raggiungere un equilibrio di genere nel mondo dell’innovazione. I dati recenti dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) mostrano infatti sviluppi incoraggianti in tutta Europa, mentre le storie di donne inventrici pionieristiche dimostrano il ruolo importante e duraturo delle donne nel plasmare la tecnologia e la vita quotidiana.
Le donne inventrici in Europa: alcuni dati
Secondo il Patent Index 2023 dell’Ufficio Europeo dei Brevetti, la partecipazione delle donne nell’attività brevettuale continua a crescere, sebbene rimanga disomogenea tra i diversi Paesi.
Nel 2023, il 27% di tutte le domande di brevetto depositate presso l’EPO da richiedenti europei indicava almeno una donna come inventrice con alcuni Paesi che si sono distinti per una rappresentanza più elevata: la Spagna guida con il 46% delle domande di brevetto che coinvolgono almeno una donna inventrice. La Francia è al secondo posto con il 33%, superando comunque la media europea.
Nonostante queste tendenze positive, le proiezioni suggeriscono che la parità di genere nel settore brevettuale potrebbe non essere raggiunta prima del 2061 circa. Una tempistica che riflette sfide strutturali, più che una mancanza di innovazione da parte delle donne.
Comprendere il divario di genere nel deposito dei brevetti
Il lento progresso verso la parità è strettamente legato alla sottorappresentazione femminile nelle discipline STEM. Un numero inferiore di donne impegnate in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica comporta minori opportunità di partecipare alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione brevettabile. Di conseguenza, la quota di donne inventrici varia significativamente tra Paesi e settori industriali, evidenziando la necessità di investimenti a lungo termine in educazione, inclusione e visibilità.
Donne che hanno segnato la storia
Hedy Lamarr (1914–2000)
Hedy Lamarr, inventrice e attrice di origine austriaca, sviluppò insieme al compositore George Antheil la tecnologia a spettro espanso con salto di frequenza durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1942, i due ottennero un brevetto per un sistema di comunicazione progettato per impedire l’intercettazione o il disturbo dei siluri radioguidati. Sebbene l’invenzione non sia stata immediatamente adottata in ambito militare, il concetto alla base è successivamente diventato fondamentale per moderne tecnologie wireless come Wi-Fi, Bluetooth e GPS. Il brevetto di Lamarr dimostra come una visione innovativa possa avere un impatto tecnologico anche molti decenni dopo.
Hertha Marks Ayrton (1854–1923)
L’ingegnere e fisico britannica Hertha Ayrton diede contributi significativi all’ingegneria elettrica e alla matematica applicata. Nel corso della sua carriera ottenne 26 brevetti, principalmente relativi a miglioramenti delle lampade ad arco elettrico e di dispositivi ingegneristici.
In un’epoca in cui le donne erano in gran parte escluse dalle istituzioni scientifiche, Ayrton non solo contribuì all’avanzamento delle conoscenze tecniche, ma tutelò attivamente le proprie invenzioni attraverso il sistema brevettuale. Il suo lavoro dimostra come le donne abbiano contribuito per lungo tempo al progresso industriale e scientifico nonostante le barriere strutturali.
Ángela Ruiz Robles (1895–1975)
L’inventrice ed educatrice spagnola Ángela Ruiz Robles brevettò nel 1949 l’“Enciclopedia Meccanica”, un dispositivo educativo all’avanguardia progettato per rendere l’apprendimento più interattivo e accessibile. La sua invenzione mirava a ridurre il peso dei libri scolastici consentendo al tempo stesso agli studenti di interagire con contenuti dinamici.
Spesso descritta come un precursore del moderno e-book, la sua innovazione brevettata evidenzia il ruolo delle donne nello sviluppo delle tecnologie educative molti decenni prima dell’era digitale.
Conclusione
La crescente presenza femminile nelle domande di brevetto a livello europeo rappresenta un progresso significativo, ma permangono importanti divari. Le tendenze statistiche, le proiezioni di lungo termine sulla parità e gli esempi storici evidenziano tutti l’importanza di un impegno costante. Sostenendo le donne nelle discipline STEM, promuovendo la visibilità e valorizzando le inventrici pionieristiche, organizzazioni e istituzioni possono contribuire ad accelerare il percorso verso un ecosistema dell’innovazione più inclusivo.
Nel 2025, nell’ambito del proprio costante impegno volto a promuovere una cultura aziendale inclusiva ed equa, Metroconsult ha ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022).
A sostegno di questa iniziativa, ha collaborato con un gruppo di studenti della ESCP Business School a un progetto finalizzato a sensibilizzare sul ruolo delle donne nel settore della proprietà intellettuale (#CertifiedForEqualityCommittedToProgress).
Questo articolo, insieme ad altri contenuti pubblicati sul sito web di Metroconsult e sulla pagina LinkedIn della società, fa parte di questa iniziativa di sensibilizzazione e comunicazione.




