Il 27 marzo si è svolta l’edizione 2026 del Convegno Nazionale ReviLaw, un appuntamento di riferimento per l’approfondimento dei temi giuridici, fiscali e strategici più rilevanti per imprese e professionisti. L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra esperti, con particolare attenzione agli strumenti a supporto della crescita e della valorizzazione del patrimonio aziendale, tra cui la proprietà industriale e le misure agevolative come il Patent Box.
In questo contesto si è inserito l’intervento di Matteo Baroni, Amministratore Delegato e Mandatario Italiano ed Europeo Brevetti e Marchi, che ha partecipato al panel “Brevetti, Marchi e Patent Box”, offrendo una panoramica chiara e concreta sul ruolo della proprietà industriale nelle strategie d’impresa.
Nel corso del suo intervento, Baroni ha illustrato i principali strumenti di tutela, evidenziandone le specificità:
- brevetti, fondamentali per proteggere le innovazioni tecnologiche;
- marchi, essenziali per la tutela dell’immagine e degli elementi distintivi dell’azienda e dei suoi prodotti/servizi;
- design, che salvaguarda estetica e originalità; e
- diritto d’autore, rilevante non solo per le opere artistiche e letterarie, ma anche per il software.
Un elemento cruciale in una corretta strategia di protezione del patrimonio immateriale riguarda il timing del deposito. In un contesto sempre più competitivo, è fondamentale agire tempestivamente, anche alla luce del principio del first-to-file che caratterizza in particolare il sistema brevettuale. Allo stesso tempo, per ottenere una tutela efficace, l’idea deve essere sufficientemente concreta e definita, poiché non è possibile brevettare concetti troppo astratti o non ancora sviluppati.
Oltre a errori di tempistica nei depositi, Baroni ha richiamato l’attenzione anche su alcune criticità ricorrenti nella gestione della proprietà industriale da parte delle aziende, quali scelte strategiche non ottimali — ad esempio tra brevettazione e segreto industriale — e una visione limitata al costo immediato, che non considera invece il rischio del mancato investimento. A queste si aggiungono la sottovalutazione del valore informativo della proprietà industriale per l’analisi dei concorrenti e dei trend tecnologici, nonché la scarsa attenzione a strategie di brevettazione “difensiva”, capaci di ostacolare i competitor.
L’intervento di Matteo Baroni ha ribadito come la proprietà industriale rappresenti oggi un vero e proprio asset strategico: gestirla in modo consapevole, tempestivo e strutturato significa trasformarla in un vantaggio competitivo duraturo.




